Guagnano è un comune che fino al 2001 contava 6.193 abitanti. Piccolo paese alla estremità nord-occidentale della provincia di lecce. Rinomata la produzione agricola: vino e olio su tutti.
Popolazione a Villa Baldassarri e Guagnano
Guagnano
Dove oggi sorge l'abitato di
Guagnano in tempi antichi c'era un’immensa boscaglia, detta "Grande
Boscaglia" che si estendeva fra Nardò, Taranto e Oria e comprendeva
numerosi feudi, alcuni abitati ed altri disabitati. La
foresta, costituita da boschi e macchie, fu distrutta nel corso dei secoli,
soprattutto verso la metà del secolo scorso, per la costruzione di varie vie di
comunicazione, stradali e ferroviarie. L’abbattimento del bosco per qualche
tempo provocò insalubrità del clima, che poi è andata scomparendo con
l’intensificarsi delle coltivazioni dell’olivo e della vite. La protettrice della comunità è la Madonna del Rosario, la cui effigie, secondo la leggenda, fu trovata nel 1450 nella foresta. Si racconta che un giorno del 1450 un toro, distaccatosi dalla mandria si diresse nel fondo della boscaglia disposta fuori dalla mura di Guagnano. I vaccai, intenti alla ricerca dell'animale, udirono i suoi muggiti e, trovatolo, rimasero stupiti nel vederlo piegato per terra in atto di adorazione, con stretta tra i denti la corona del SS. Rosario. Cessato lo stupore, cercarono di strappargliela dalla bocca, ma non vi riuscirono, mentre l'animale indicava con il corno qualcosa che era nascosto nella macchia. I vaccai cominciarono, allora, ad abbattere i cespugli e con grande stupore apparve in tutto il suo fulgore, l'immagine della Beata Vergine dipinta su di un muro. A tale spettacolo crebbe in loro lo stupore e adorarono la Madonna. Non tardarono, quindi, ad informare il parroco affinché intervenisse per venerare in modo adeguato la prodigiosa immagine; infatti dette notizia del ritrovamento all'arcivescovo il quale, giunto a Guagnano, vide l'icona ritrovata e colpito dalla sua bellezza volle che fosse asportata da quel muro e trasferita nella Chiesa parrocchiale di Guagnano. Ma nonostante vari tentativi, non si riusciva a staccare l'immagine da quel muro: la popolazione del luogo interpretò allora tale fatto come se la Vergine volesse essere adorata lì. Pertanto il popolo decise di costruire una cappella in onore della Regina del SS. Rosario che dimostrò la sua benevolenza facendo innumerevoli miracoli alla popolazione; da allora attorno alla Chiesa cominciarono ad essere edificate numerose abitazioni e così in breve tempo quel luogo non fu più selvatico, ma divenne una nuova terra. A partire da quel grande evento che fu la rivoluzione industriale la città è diventata oggetto tradizionale di studi di carattere storico, destinando ad un campo di riflessione secondaria la campagna. Eppure essa è stata e rimane con la sua struttura insediativa campo di processi produttivi e sociali importanti; è stata ed è sede di importanti esperienze di costruzione e conservazione dell’ambiente come castelli, chiese e residenze rurali di varia importanza, singole ed associate in elementari aggregati nei quali dominavano attività destinate alla produzione verso l’autoconsumo. Queste residenze che nascono sempre in rapporto alle funzioni economiche della campagna, costituiscono un tessuto ricco di segni e di valori molto importanti; poiché dipendevano dalle caratteristiche geomorfologiche e materiali dell’ambiente e dell’adattamento per gli usi produttivi. Qualificano così la funzione e la forma del paesaggio. Attualmente, ponendosi con sempre maggiore urgenza il problema della salvaguardia dell’ambiente sta aumentando sempre più l’interesse per lo studio dell’organizzazione fisica e storica delle campagne nei vari aspetti architettonici, infrastrutturali e culturali, permettendo così la riscoperta del significato e del ruolo di aggregati urbanistici che da un certo periodo in poi erano considerati erroneamente secondari. Il territorio comunale di Guagnano è ubicato sulla direttrice Taranto-Lecce a 21
km dal capoluogo salentino. Si estende per Kmq 3779 ed è situato in una fascia
altimetrica fra 30 e 67 m. s.l.m. I confini toccano i territori dei comuni di
Cellino S. Marco e S. Donaci a nord, San Pancrazio Sal. ad ovest, Salice Sal. a
sud e Campi Sal. ad est. Gli abitanti sono 6629 e il numero delle abitazioni che
compongono l’attuale insediamento è passato da 2017 nel 1971 a 2267 nel 1981.
Inoltre, le abitazioni in proprietà sono in costante aumento (70% nel 1961, 86%
nel 1971 e 88% nel 1981). La masseria è quella forma tipica dell'insediamento rurale a carattere permanente che, nel Salento in modo particolare, assume la funzione di centro di organizzazione produttiva e di punto di riferimento delle attività agrofondiarie; essa rappresenta pertanto il segno più immediato del rapporto uomo-lavoro-produzione e si pone come elemento caratterizzante e qualificante del paesaggio agrario. |